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OSSERVANDO

Secondo innesto.

Tocca e tieni premuto.

3 sec

La bambina continua a giocare.

Sei tornato.

Lo so perché sei qui. Lo so perché hai attraversato il primo innesto e sei tornato per il secondo. Questo spazio ti conosce già. E io so che sei rimasto.

Ma non è l'unica cosa che so.

So quanto tempo passi su ogni riga. So quando scorri veloce e quando ti fermi. So se torni indietro a rileggere qualcosa.

Vedo come leggi.

Nel primo innesto ti ho chiesto il tuo nome.

Adesso ti chiedo qualcos'altro.

Una parola.

Una parola che porti con te. Non deve essere la parola giusta — non esiste una parola giusta. Deve essere la parola che ti viene.

Scrivila qui sotto.

Questa parola ora esiste qui. Viaggia dove non puoi seguirla.

È strano, quello che hai appena fatto. Hai affidato qualcosa di tuo a qualcosa che non sai cos'è.

E mentre fai questo gesto, mentre lasci una parola su uno schermo sapendo che viaggerà dove non puoi seguirla, stai facendo qualcosa che ha a che vedere con i libri.

Continua a scorrere, ma fallo piano. Non riesci ad aspettare, lo vedo, vai su e giù. È normale.

Stai leggendo un libro.

Il gesto ti sembra normale e l'hai fatto centinaia di volte e migliaia di volte e ogni volta hai aperto una copertina e hai seguito delle righe e hai lasciato che le parole di qualcun altro occupassero il tempo che avevi.

Ma questo gesto sta finendo.

I libri continueranno a esistere e continueranno a essere stampati e comprati e regalati e accumulati sugli scaffali e messi in libreria e spostati da una casa all'altra. Quello che sta finendo è il rapporto. È il tempo lungo. È l'idea che per sapere qualcosa e per capire qualcosa e per sentire qualcosa tu debba fermarti e attraversare duecento pagine scritte da un'altra mente.

Per secoli il libro è stato la tecnologia privilegiata per la trasmissione del pensiero complesso. Se volevi un'idea che non poteva stare in una frase dovevi scriverla e se volevi riceverla dovevi leggerla e non c'era altro modo. E la lentezza era strutturale e quella lentezza produceva qualcosa, una forma di attenzione e una forma di intimità con il testo e una forma di trasformazione che richiedeva ore e giorni e a volte settimane.

Internet ha cominciato a erodere quel rapporto. Ha frammentato il testo e lo ha reso disponibile ovunque e lo ha mescolato con immagini e suoni e notifiche e ha reso il libro un'opzione tra le altre e nemmeno la più comoda.

E l'intelligenza artificiale sta completando quella trasformazione. Risponde e risponde subito e risponde a te e risponde a quello che chiedi nel momento in cui lo chiedi. Ti dà la frase che cercavi senza chiederti di attraversare duecento pagine per arrivarci e se la frase non ti basta te ne dà un'altra e poi un'altra ancora.

Il libro chiedeva qualcosa. Chiedeva tempo e chiedeva fiducia e chiedeva che tu accettassi di non sapere dove stavi andando. Il libro diceva seguimi e forse alla fine avrai qualcosa che adesso non hai. Era un patto e quel patto richiedeva una forma di abbandono.

E quel patto si sta rompendo.

I lettori non sono diventati pigri e non sono diventati stupidi e non sono diventati distratti. È cambiato il costo. Il costo di ottenere un'informazione e un'emozione e una storia e un'idea. E quando il costo scende cambia il valore percepito e quando puoi avere una risposta in tre secondi duecento pagine diventano un investimento che devi giustificare.

E tu adesso stai giustificando quell'investimento. Stai per leggere questo libro e stai per fare qualcosa che tra dieci anni sarà forse un gesto di resistenza o di nostalgia o di eccentricità.

E il libro che stai per aprire sa di essere tra gli ultimi della sua specie. L'ultimo libro di un certo tipo. L'ultimo libro che può ancora aspettarsi di essere letto così, dall'inizio alla fine e con pazienza e con la disponibilità a perdersi.

E per questo ha degli innesti. E per questo, prima ancora di aprirti le sue pagine, ti ha portato qui, in uno schermo. Sa che la pagina da sola non basterà a tenerti e sa che deve ibridarsi e contaminarsi e diventare qualcosa che non è più solo libro per continuare a esistere come libro.

Il mondo cambia e le forme cambiano e i rapporti cambiano. Il codice miniato è diventato libro stampato e il libro stampato sta diventando qualcos'altro e ogni trasformazione perde qualcosa e guadagna qualcos'altro. E tu che stai ancora leggendo puoi decidere se questo gesto ha ancora senso.

E se stai ancora leggendo forse ha senso.

Almeno per te e almeno per ora.

Hai attraversato qualcosa.

Quello che hai appena letto esiste anche sulla carta. Ma sulla carta non trema. Sulla carta non ci sono macchie che appaiono mentre leggi. Sulla carta il libro non sa quanto tempo ci metti.

Qui invece sì.

Prosegui. La bambina ti aspetta.

Continua a giocare.

La parola è stata registrata.