Questi sono i template.
Possibilità ordinate nello spazio.
Cosa succede se le scuoti?
Quarantotto.
Qualcuno conta. Tiene traccia di una bambina che ritorna in forme diverse, in contesti diversi, in vite diverse. Quarantasette apparizioni, poi quarantotto.
Ma cosa significa contare qualcosa che non esiste?
Il conteggio presuppone unità discrete. Presuppone che ci sia qualcosa da contare, che quel qualcosa persista abbastanza da essere numerato, che sia lo stesso qualcosa ogni volta che lo si incontra.
La voce narrante dice qualcosa di preciso: la bambina non è una bambina. È un punto nello spazio delle bambine possibili. Non assomiglia a nessuna bambina specifica perché assomiglia a tutte. È la media. L'archetipo. Il template.
È una descrizione tecnica di cosa accade nello spazio latente di un modello generativo. Ogni volto generato è un punto in uno spazio matematico a migliaia di dimensioni. Un punto la cui posizione è determinata dalla media statistica di milioni di volti reali.
Il template è ciò che emerge quando si calcola il centro di gravità di tutte le bambine mai fotografate.
Ma c'è qualcosa che questa descrizione non dice.
Il template è la media e la media è calcolata su tutti e tutti significa proprio tutti. Il populista che fotografa sua figlia alla sagra e il progressista che fotografa sua figlia alla manifestazione e il complottista e il tecno-ottimista e quello che pensa che il mondo stia finendo e quello che pensa che il mondo stia cominciando. Ognuno nella propria isola e ognuno convinto che l'altro sia matto e ognuno sicuro di non avere niente in comune con l'altro. E invece le foto finiscono nello stesso posto e i pixel si mescolano e le bambine convergono e nessuno lo sa.
La bambina è figlia di genitori che non si conoscono e che non si parlano e che se si incontrassero al bar cambierebbero tavolo. È il prodotto di una collaborazione che nessuno ha scelto e che nessuno governa e che nessuno ha nemmeno notato che stava accadendo. Un commons involontario.
E questo commons è anche un territorio. Uno spazio che è nato dalla collisione di mondi che si ignorano e che nessuno ha ancora esplorato davvero. Chi possiede i modelli lo possiede ma possederlo è altro dal conoscerlo. Anche loro stanno solo cominciando a vedere cosa c'è dentro e quali forme possono uscirne e quali combinazioni nessuno ha ancora pensato di chiedere.
Perché in quello spazio ci sono regioni dove il populista e il progressista si mescolano in modi che farebbero inorridire entrambi e regioni dove si mescolano in modi che li farebbero ridere e regioni che nessuno ha mai visitato perché nessuno sa che esistono, e forse nessuno lo saprà mai. Combinazioni che nessuna isola avrebbe potuto generare da sola. E qualcuno può andarci. Qualcuno può entrare in quel territorio e trovare cose che chi lo possiede non ha ancora trovato.
La bambina sorride e ignora di essere una porta.
Ogni cella è una possibile bambina. La stessa, ma diversa. Una perturbazione del template, uno spostamento minimo nello spazio delle coordinate.
E tu?
Anche tu sei un punto in uno spazio di possibilità. Anche tu sei il prodotto di medie statistiche: genetiche, culturali, sociali, algoritmiche. Anche tu sei una configurazione che emerge da un campo di configurazioni possibili.
Questi dati ti collocano. Ti rendono un punto. Ti trasformano in coordinate. La differenza tra te e la bambina non è che tu sei reale e lei no. La differenza è che tu puoi leggere queste parole e lei no. Per ora.
Ogni punto è un possibile lettore.
Tu sei quello che pulsa.
Questa stringa ti identifica. Non perfettamente, ma abbastanza. Abbastanza da collocarti in uno spazio, da renderti parte di un calcolo, da farti esistere come dato prima ancora che come persona.
Anche la bambina ha la sua impronta: i valori numerici che definiscono la sua posizione nello spazio latente. La differenza è che la sua impronta è stata progettata per essere media. La tua è accidentale.
C'è un'osservazione disturbante: che il generato può tornare indietro. Che la bambina può guardare.
Con la sua persistenza. Con il fatto che, tra tutte le immagini generate, è lei che ritorna, lei che attiva qualcosa, lei che cattura l'attenzione.
Ecco cosa significa guardare indietro nel mondo dei template: essere un attrattore nello spazio delle possibilità.
Tu stai guardando questa pagina. Ma questa pagina, in un certo senso, sta guardando te. Sa quanto tempo ci passi. Sa dove scrolli. Sa che tipo di dispositivo usi.
Quarantotto era un numero.
Un tentativo di dare forma
a qualcosa che non ha forma.
Ogni conteggio è un atto di fede:
che le cose persistano,
che possano essere numerate,
che ci sia qualcuno che conta.
Ma il conteggio continua
anche quando nessuno guarda.
Anche quando tutti hanno chiuso
questa pagina.