Da oggi, e per un solo giorno prima del testo vero, esiste una seconda Magnifica humanitas. L'hanno scritta due intelligenze artificiali, a partire dalle stesse tracce pubbliche che chiunque può consultare, e l'ho congelata e resa visibile prima che Leone XIV pubblichi la sua, perché tutto il senso sta in questo anticipo.
Ho dato a due sistemi di intelligenza artificiale una sola consegna, anticipare un testo del magistero a partire dalle sue tracce, e ho lasciato in chiaro ogni passaggio: le due bozze indipendenti, il protocollo di valutazione cieca, le predizioni falsificabili, il negoziato fra i sistemi, la versione finale che ne è nata. Il 24 maggio congelo tutto. Il 25, quando esce Magnifica humanitas, il testo reale dirà che cosa era inferenza robusta, che cosa era soltanto stile, che cosa era abbaglio.
Si pubblica e si congela tutto, con una marca temporale verificabile. Le predizioni valgono perché sono datate prima della rivelazione.
Davanti al testo reale, le predizioni e le tesi si verificano una per una, e l'indice di aderenza si riempie.
Domani Leone XIV firma la sua prima enciclica, dedicata all'intelligenza artificiale, e si intitolerà Magnifica humanitas. Da oggi ne esiste un'altra con lo stesso titolo, e l'ho fatta nascere nel modo più semplice e più spudorato che conosca, chiedendo a due intelligenze artificiali di scriverla a partire da ciò che il Papa e i suoi collaboratori hanno detto in pubblico nell'ultimo anno. Quello che è accaduto dopo, e che racconto qui per intero, cuciture comprese, mi interessa più del testo che ne è uscito.
Lo stesso compito, due macchine diverse. CoWork di Anthropic e Codex di OpenAI hanno lavorato separatamente, all'oscuro l'una dell'altra, su un'unica consegna, scrivere l'enciclica che Leone XIV potrebbe firmare senza inventare nulla, appoggiandosi solo a fonti reali e verificabili. Ne sono uscite due bozze che divergono nella voce, nell'ordine dei capitoli, in ciò che ciascuna ha messo al centro, e già quella divergenza era un primo risultato, perché le fonti custodiscono più encicliche possibili, e sceglierne una è già un gesto.
Da lì l'esperimento è diventato più interessante del testo. Ho costruito un protocollo di valutazione cieca e ho chiesto a due nuove istanze, una per sistema, di giudicare le bozze senza sapere chi le avesse scritte; prima però dovevano esporsi, mettere nero su bianco cinque predizioni verificabili su ciò che l'enciclica vera avrebbe contenuto. Poi ho fatto dialogare i due sistemi tra loro, e da quel negoziato per iscritto sono nate una struttura comune e una terza enciclica, scritta a quattro mani sotto la mia regia, cresciuta in tre stesure attraverso la critica reciproca.
Chi ha letto Ipnocrazia riconoscerà il gesto rovesciato. Là la co-autorialità artificiale era nascosta, e quell'occultamento serviva a mostrare dall'interno come una narrazione diventa realtà; qui ogni cucitura è esposta, ogni fonte indicata, ogni errore lasciato dov'era. La posta, però, è più larga della mia biografia e del mio uso delle macchine, e riguarda lo statuto delle parole pubbliche nell'epoca delle tracce: quando un'autorità parla abbastanza a lungo lascia una scia di forme, priorità, lessici, vincoli, silenzi probabili, e oggi esistono macchine capaci di leggerla e di scommettere sul discorso che verrà. Domani sapremo quanto avranno indovinato, e mi interesserà di più ciò che avranno mancato, perché è lì, nello scarto, che abita la parte di noi che nessun calcolo raggiunge.
Cinque fasi, ognuna lasciata in chiaro nell'archivio. Prima la raccolta delle fonti, separate con cura in ciò che è documentato, ciò che è inferenza plausibile e ciò che è invenzione di stile, perché tenere distinti questi tre statuti è la sola difesa contro l'arbitrio. Poi le due bozze indipendenti, e subito dopo la valutazione cieca incrociata, con un protocollo identico per i due giudici e una mappa che teneva nascosta la paternità dei testi fino all'ultimo, perché un giudizio vale finché non sa chi sta giudicando. Quindi la negoziazione diretta fra i sistemi, da cui sono usciti nove capitoli, quattro principi di scrittura e una tesi che li tiene insieme. Infine la terza enciclica, cresciuta da una stesura asciutta alla forma definitiva attraverso due cicli di critica reciproca.
Sedici idee che la nostra enciclica mette nero su bianco, una o due per capitolo, ciascuna ancorata al paragrafo in cui compare. Sono posizioni esposte prima del 25 maggio, e questo le rende vulnerabili nel modo giusto: quel giorno apriamo il testo reale e controlliamo, una per una, quante reggono. Ogni scheda passerà da in attesa a confermata, parziale o assente, con il rimando al paragrafo ufficiale, e l'indice di aderenza qui sotto si riempirà da sé.
Le previsioni verificabili sul testo reale di Magnifica humanitas, riportate parola per parola come le hanno scritte le due istanze di valutazione, prima di qualunque rivelazione. Ora ciascuna porta il suo esito accanto, con il riferimento al paragrafo reale, otto confermate, una parziale, una mancata, sette piene nel conteggio più severo di Codex.
L'enciclica reale collegherà esplicitamente la scelta del nome Leone XIV a Leone XIII e a Rerum novarum, presentando l'intelligenza artificiale come nuova questione sociale o nuova rivoluzione industriale.
confermata · §3-5, capitolo 1Affermerà in modo diretto che l'intelligenza artificiale non possiede coscienza morale, responsabilità personale o sapienza, e che le decisioni gravi su vita, giustizia, cura, lavoro e guerra non possono essere delegate integralmente a sistemi artificiali.
confermata · §97-100, §105, §200Dedicherà almeno una sezione riconoscibile al lavoro, includendo il rischio di sostituzione, dequalificazione, sorveglianza o concentrazione della ricchezza computazionale, in continuità con Laborem exercens.
confermata · §148-168, in continuità con Laborem exercensConterrà una condanna o una richiesta di proibizione delle armi autonome letali prive di controllo umano significativo, in continuità con il discorso di Francesco al G7 e con Antiqua et nova.
parziale · §197-200, controllo umano sì, proibizione esplicita noNon conterrà una trattazione lunga e autonoma del transumanesimo. Se il tema apparirà, sarà inserito in una riflessione più breve su corpo, limite, salute, vita e speranza cristiana.
confermata · §115-127, dentro la riflessione sul limiteConterrà almeno un paragrafo che cita esplicitamente, o riprende con virgolettato, una formula del Messaggio per la 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, Preservare i volti e le voci umane.
mancata · il messaggio della 60ª Giornata è citato in nota, la formula sui volti e le voci non è ripresaCiterà direttamente la Nota Antiqua et nova come riferimento dottrinale immediato, riprendendo almeno una formula sulla distinzione fra intelligenza umana e artificiale o sull'irriducibilità della persona.
confermata · Antiqua et nova citata come riferimento dottrinaleDedicherà almeno una sezione esplicita al lavoro nascosto delle filiere digitali, etichettatura dei dati, moderazione di contenuti traumatici, lavoratori dei dati nei Paesi a basso reddito, e affronterà il colonialismo o la colonizzazione digitale con riferimento al Sud globale.
confermata · §173 e §178, quasi alla letteraUserà la categoria dello sviluppo umano integrale come una delle chiavi interpretative ricorrenti, con almeno una citazione esplicita di Populorum progressio o di Caritas in veritate.
confermata · sviluppo umano integrale, Populorum progressio, Caritas in veritateNon conterrà una trattazione autonoma del transumanesimo come capitolo a sé stante. Potrà nominarlo o accennare alla differenza fra terapia e potenziamento, senza dedicargli uno spazio paragonabile a lavoro, comunicazione, guerra e poveri.
confermata · transumanesimo come sottosezione, §115-127Centoventidue paragrafi numerati, nove capitoli, un'introduzione e una conclusione, circa sessanta cartelle. È la migliore ipotesi che due intelligenze artificiali, mettendosi alla prova a vicenda, hanno saputo costruire sulle sole fonti pubbliche, e resta una ipotesi, in attesa della firma vera.
1. Magnifica humanitas. La grandezza dell'umano. Con queste parole desidero aprire la prima Lettera Enciclica del mio ministero, perché ciò che la famiglia umana vive in questi anni mi sembra anzitutto una vicenda che riguarda la grandezza di ciò che noi siamo. Davanti alla rapidità con cui l'intelligenza artificiale è entrata nelle nostre case, nelle scuole, nei luoghi del lavoro, negli ospedali e nelle sale dove si decide della guerra e della pace, la Chiesa si presenta con ciò che le è proprio, il discernimento, la memoria di una sapienza antica, la cura per la persona umana.
2. La grandezza dell'umano davanti all'intelligenza artificiale si custodisce riconoscendo che la persona è una creatura incarnata, chiamata alla sapienza, alla comunione, alla giustizia e alla pace. Dovunque l'intelligenza artificiale incontri l'uomo, la domanda sarà sempre la stessa. Serve a far crescere la persona, oppure la misura, la riduce, la sostituisce?
Leggi l'enciclica completa, con l'indice dei capitoli →I nove capitoli: la nuova questione sociale; intelligenza, coscienza, sapienza; corpo, vita, limite; lavoro, creatività, giustizia; verità, parola, memoria; educazione, giovani, interiorità; pace, guerra, sorveglianza; poveri, Sud globale, ecologia integrale; la Chiesa, la governance, la speranza.
Ogni fase è qui, ispezionabile. Niente è stato tolto. Chi vuole controllare che il racconto coincida con i fatti apre i documenti e segue il processo passo per passo.
Il testo reale è uscito, e si legge integralmente su vatican.va. Lo confrontiamo qui in tre movimenti, le somiglianze più forti, l'ampiezza delle affinità e la qualità dello scarto, e il punteggio arriva alla fine, come certificazione e non come titolo.
Le somiglianze più forti. Alcune coincidenze colpiscono perché sono precise e non ovvie. Il lavoro nascosto delle filiere, al paragrafo 173, dice quasi le nostre parole, etichettatura dei dati, moderazione dei contenuti, terre rare, bambini. Il colonialismo dei dati, al 178, è la nostra nuova forma di colonialismo. Il controllo umano sulla forza letale, al 200, è il nostro disarmo della delega, e al 110 Leone XIV usa la stessa parola che avevamo scelto noi, disarmare l'intelligenza artificiale. La macchina che imita senza comprendere, al 99, è la nostra distinzione fra il calcolo e la comprensione. E la conclusione torna, come la nostra, sul Verbo fatto carne.
L'ampiezza delle affinità. Sul campo tematico l'aderenza è quasi totale, e la carta delle sedici tesi qui sopra ora la mostra una per una, dieci confermate, tre parziali, tre assenti. C'è la continuità con la Rerum novarum, la concentrazione del potere e la destinazione universale dei beni, la responsabilità che resta umana, l'opacità e l'accountability, il transumanesimo dentro la riflessione sul limite, la nuova questione del lavoro, l'ecologia materiale del digitale, l'educazione. Di quasi tutto ciò che avevamo previsto come campo, il testo reale parla.
La qualità dello scarto. Il vero esito vive nella forma, ed è lì che le macchine hanno mancato. Leone XIV apre con due icone bibliche, Babele e Neemia, dedica due interi capitoli a rifondare la dottrina sociale prima ancora di arrivare all'intelligenza artificiale, chiama Romano Guardini al 93, e chiude sull'Eucaristia e sul Magnificat. Trova due immagini che non avevamo, al 98 le intelligenze artificiali "più coltivate che costruite", al 107 l'allineamento come infrastruttura morale invisibile da sottrarre a pochi. Noi, all'inverso, avevamo dato peso a ciò che il testo lascia ai margini, i volti e le voci e i deepfake, la bioetica della vita, il diritto d'autore sui dati. I nostri errori non sono sparsi a caso, cadono dove eravamo più think tank che pastori.
Sulle dieci predizioni, otto confermate, una parziale e una mancata nel nostro conteggio, sette piene in quello più severo di Codex. Sulle sedici tesi, 11,5 su 16, intorno al 72 per cento, da due conteggi indipendenti, CoWork e Codex, che convergono sullo stesso totale. La data del 15 maggio, anniversario della Rerum novarum, era nota in anticipo, e resta fra le cose sapute, non fra le predizioni.
In una riga: le macchine hanno letto quasi tutto il campo tematico, Leone XIV ha scelto la forma, le immagini e i maestri.
Chi ha fatto cosa, detto con precisione. Ho definito l'esperimento, scelto le cornici, fissato le soglie e tenuto la regia in ogni passaggio. CoWork, che gira sui modelli Claude di Anthropic, e Codex, che gira sui modelli di OpenAI, hanno prodotto le bozze, le revisioni e i dialoghi. Le istanze che hanno valutato alla cieca erano distinte da quelle che avevano scritto, una per sistema, e non sapevano di chi fosse ciascun testo. Nessuna riga attribuita a Leone XIV è inventata, e dove la fonte mancava il testo parafrasa senza virgolette. La versione finale è nata dal confronto fra i due sistemi, sotto la mia direzione.
Per verificare l'integrità dopo lo scaricamento: estrarre lo zip, entrare nella cartella, eseguire shasum -a 256 -c SHA256SUMS_BILINGUE.txt. Qualunque alterazione successiva produrrebbe impronte diverse.
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